

Trieste è una città di oltre 208.620 abitanti e si trova in Friuli Venezia
Giulia, di cui è il capoluogo regionale.
Posta sulla costa friulana, nel cuore del Golfo di Trieste, la città sorge al
confine con la Slovenia.
LA TRIESTE ROMANA
Il nome di Trieste deriva da Tergeste. Così fu chiamata dai romani circa alla
metà del I secolo la colonia romana che fu qui fondata.
Il nome "Tergeste" consiste di due parole, che a loro volta derivano dal vecchio
dialetto della regione: "Terg" significava mercato ed "este" significava città;
Tergeste significava, pertanto, città di mercato.
Quando Tergeste era una colonia romana, fu saccheggiata due volte dai Gepidi.
Infine Ottaviano riusci a vincere questi barbari e ad ingrandire il suo a nord.
Trieste fu nuovamente ricostruita dai soldati romani. Ottaviano fece circondare
la città con solide mura, delle quali ci sono ancora resti, e fece costruire due
acquedotti e molte strade.
A quel tempo Trieste visse un vivace sviluppo economico. Il mare Adriatico era
nei rapporti commerciali con le province meridionali dell'Impero Romano molto
importante e, sebbene Aquileia svolgeva un ruolo fondamentale nel traffico
commerciale, anche Trieste ebbe una grande importanza, perché assunse la
navigazione lungo la costa istriana. Al tempo di Traiano, Trieste si estendeva
sul colle nei pressi del mare, dove oggi si trova la città vecchia. La città
aveva dodicimila abitanti e possedeva due piccoli porti. Ci fu un lungo periodo
di benessere e pace, e la basilica, il forum, il tempio capitolino e , che si
trovava allora direttamente sul mare, sono una dimostrazione di ciò. La "Decima
Regio Venezia et Istria" sembrava essere un'oasi di pace.
Appena nell'anno 394, quando la cosiddetta "battaglia della bora" fu vinta
dall'Imperatore Romano d'Oriente Teodosio, mutò il destino della città. Questa
battaglia diede inizio alla decadenza di Roma. La "Decima Regio", la porta
orientale dell'Italia, fu poi più volte percorsa da eserciti. Molte e sanguinose
battaglie furono disputate, ma Trieste non fu direttamente coinvolta. Poiché si
trovava in una posizione lontana dalle vie di passaggio, le furono risparmiati
infatti molti attacchi, che invece sopportarono molte altre città dell'Italia
del Nord.
I secoli seguenti furono però per Trieste secoli di oscurità. Nel 539 Trieste
divenne parte dell'Impero Romano d'Oriente, e godette di nuovo una certa
stabilità fino all'arrivo di Carlo Magno. Dobbiamo però aspettare fino al
dodicesimo secolo, per vedere rifiorire l'arte a Trieste.
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TRIESTE NEL MEDIOEVO
Nel Medioevo Trieste si estendeva sul Colle di S. Giusto ed aveva una forma
triangolare, con il vertice sulla sommità del colle e la base sul mare. Il porto
era molto piccolo ed aveva il nome di "Mandracchio". La città vecchia era
circondata dalle mura; che erano situate dove oggi si trovano Via S. Michele e
Corso Italia. L'attività principale degli abitanti era il commercio del sale.

Alla fine del XIII secolo Trieste era un comune libero ed allora vennero anche
coniate le prime monete. Di quel tempo è originaria anche l'alabarda che è il
simbolo di Trieste.
Già nel XIII secolo Trieste ebbe molti contrasti con la vicina Repubblica di
Venezia. Venezia era sorta nel V secolo, quando gli abitanti del retroterra, a
causa delle migrazioni barbariche, si erano trasferiti sulle isole della laguna.
Venezia diventò in poco tempo un'importante Repubblica, era una città
commerciale ed aveva rapporti commerciali stabili con l'Oriente.
Trieste, situata non lontano da Venezia, temeva sempre di venire sottomessa da
questa potenza e di perdere la sua libertà. A nord si trovavano gli Asburgo, che
avevano i loro feudi nell'Austria e nella Svizzera e Trieste, che aveva paura di
Venezia, si sottomise piuttosto agli Asburgo, perché erano lontani e avevano
altri interessi.
Dal XV secolo fino alla fine del XVII (v. sviluppo urbanistico) si alternarono
nella città brevi periodi di fioritura a lunghi periodi di oscurità. Appena
all'inizio del XVIII secolo Trieste si risvegliò da quel torpore provinciale, in
cui si trovava da secoli.
TRIESTE NEL XVIII SECOLO
Grazie alla politica economica avviata da Carlo VI e continuata da sua figlia
Maria Teresa Trieste ebbe nel XVIII secolo un forte sviluppo sociale ed
economico.
Dopo la vittoria definitiva contro i Turchi e dopo la guerra di secessione
spagnola, gli Asburgo avevano esteso il loro dominio territoriale e l'Austria
era divenuta una grande potenza.
L'imperatore austriaco Carlo VI comprese che il futuro del suo regno era
nell'economia commerciale e che era indispensabile un collegamento marittimo.
Per attuare il suo piano concesse la libertà di navigazione nel mare Adriatico
ed il 18.3.1719 con un editto proclamò Trieste porto franco.
Le franchigie doganali come anche le molte agevolazioni e il potenziale
Hinterland, attirarono commercianti, imprenditori ed avventurieri che arrivarono
a Trieste da tutte le parti del mondo.
La politica economica di Carlo VI fu continuata da Maria Teresa, che con la sua
politica di razionalizzazione incrementò lo sviluppo del porto e della città.
Fu così creata una nuova città moderna che si estendeva ampiamente oltre le
mura. Questa era anche una città cosmopolita che raccoglieva gente da tutto il
mondo e si apriva alla nuova Europa più della Lombardia e della Toscana.
Nel 1780 Maria Teresa morì e il suo successore fu Giuseppe II, che perseguendo
una centralizzazione politica, impedì un ulteriore sviluppo della città.
Nel 1790 salì al trono suo fratello Leopoldo II che riprese la precedente
politica di Maria Teresa. Improvvisamente egli morì nel 1792.
Alla fine del XVIII secolo Trieste fu occupata tre volte dai francesi e questo
influenzò negativamente il commercio internazionale, sebbene le attività della
città non si spensero totalmente.
TRIESTE nel XIX SECOLO
All'inizio del XIX secolo Trieste fu occupata due volte dai Francesi. Sebbene in
quegli anni diminuì il traffico commerciale, la città continuò a sostenere nuovi
progetti edilizi: edifici neoclassici furono realizzati proprio all'inizio del
XIX secolo (per esempio Palazzo Carciotti e il Teatro.
Dopo la sconfitta di Napoleone l'Austria assunse di nuovo nel 1813 il governo.
Trieste, dopo la ricostituzione del porto franco, divenne ancora una volta una
oasi felice, nella quale il commercio ebbe un nuovo slancio.
Nella prima metà del secolo vennero fondati istituti bancari e di credito,
società assicurative, imprese commerciali e marittime. Più tardi ci si preoccupò
anche per un miglioramento dei collegamenti con l'Hinterland, e fu costruita la
ferrovia meridionale Trieste – Vienna. L'apertura del canale di Suez contribuì
ad una ulteriore crescita economica della città, perché con ciò le Indie ed il
lontano Oriente divennero più vicini.
La città visse anche un'ulteriore sviluppo urbanistico
Oltre ad uno slancio economico ed urbanistico si ebbe a Trieste anche una
rinascita culturale e politica. Gli ideali di libertà e di unione nazionale
trovarono anche qui i loro seguaci e molti triestini protestarono contro la
politica austriaca di stabilizzazione, contro le limitazioni della libertà
politica e contro la burocrazia viennese, che influenzava tutti i campi della
vita sociale, mentre cultura e economia fiorivano bene.
Sempre più triestini diventarono appassionati sostenitori dell'indipendenza
politica e della cultura italiana. Quando nel 1915 l'Italia entrò nella prima
Guerra Mondiale, gli irredentisti pensarono che il loro sogno si sarebbe potuto
realizzare in poco tempo, e molti di essi presero parte alla guerra, assieme ai
soldati italiani, come combattenti volontari.
TRIESTE nel XX SECOLO
Il 3 novembre 1918 la torpediniera "Audace" approdò al molo San Carlo di Trieste
e sul molo sbarcarono i bersaglieri: con ciò fu realizzata l'unione con la
madrepatria. Il 20 marzo Trieste fu ufficialmente incorporata nel regno
d'Italia.
Dopo il 1921 seguirono anni difficili per Trieste: il fascismo e la crisi degli
anni '30 contraddistinsero questo periodo. Gli sloveni che vivevano sul Carso e
nell'interno dell'Istria furono perseguitati dai fascisti e fu loro proibito di
parlare la loro madrelingua; più tardi vennero discriminati gli ebrei attraverso
leggi speciali. Entrambe le persecuzioni furono espressione di un diffuso
razzismo.
Un destino molto duro attendeva Trieste alla fine della II guerra mondiale,
quando la città dopo l'armistizio dell'8 settembre fu occupata dalle truppe
tedesche e annessa di forza al III Reich. Questo nuovo territorio del III Reich
fu chiamato "Litorale adriatico"(carta).
A Trieste si acuì la persecuzione degli Ebrei e fu anche istituito un campo di
concentramento, la risiera di S. Sabba, in cui furono condotti molti ebrei, di
questi molti vennero qui assassinati.
Anche la vicina Jugoslavia faceva valere rivendicazioni territoriali su Trieste.
Durante i 20 mesi di occupazione non riuscì ai combattenti italiani della
Resistenza di allearsi ai partigiani jugoslavi per liberare Trieste. Così il I
maggio 1945 Trieste fu occupata dall'esercito jugoslavo, l'occupazione durò fino
al 12 giugno. In questi 40 giorni la popolazione fu maltrattata e molti italiani
vennero barbaramente assassinati nelle foibe (profonde cavità carsiche).
TRIESTE nel XX SECOLO ( II parte)
Trieste venne infine liberata dagli Americani e fu sottoposta a un governo
militare alleato, mentre la striscia della costa occidentale istriana rimase
sotto l'occupazione jugoslava.
Con il Trattato di pace di Parigi (1947) Trieste doveva diventare uno stato
libero smilitarizzato, ma questo stato non fu mai costituito.
Il territorio attorno a Trieste venne diviso " de facto" in due zone: la Zona A,
che si estendeva da Duino a Trieste ed era amministrata dagli Angloamericani, e
la Zona B, che da Capodistria arrivava sino a Cittanova ed era amministrata
dagli Jugoslavi.
I nuovi confini (cartina), stabiliti con il Trattato di Parigi, comportarono un
cambiamento fondamentale nell'Italia nord-orientale: l'Italia, infatti, perse
molti territori in Istria, di conseguenza ci fu un esodo in massa da parte della
popolazione istriana verso Trieste, verso l'Italia e anche in altre parti del
mondo. Con il Memorandum di Londra ( 5 ottobre 1954 ) la Zona A divenne italiana
e quella B slava.
Dal 1964 Trieste è il capoluogo della regione della regione Friuli
Venezia-Giulia. Il 10 novembre 1975 venne firmato il Trattato di Osimo tra
Italia e ex Jugoslavia e la Zona A divenne definitivamente italiana. Anche i
confini di ambedue gli stati vennero riconosciuti e in questo modo l'Italia
rinunciò definitivamente ai territori in Istria. Lo " status quo " venne così
legalmente riconosciuto.
TRIESTE OGGI:
Il territorio del Comune di Trieste è ripartito in 7 circoscrizioni.